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Finisce nelle mani dello Stato il patrimonio riconducibile ad Alfonso Sestito, 56enne cardiologo di Cutro ed ex primario del policlinico “Umberto Gemelli” di Roma, riconosciuto responsabile di essere stato “il terminale economico” della cosca Grande Aracri per gestire condomini, acquisire terreni e controllare i villaggi turistici della provincia di Crotone. I finanzieri del Comando provinciale di Crotone hanno infatti eseguito una confisca di beni mobili e immobili del valore di oltre 7 milioni di euro a carico del medico. I sigilli definitivi sono scattati dopo che la Cassazione il 16 aprile scorso aveva confermato per Sestito la condanna a 7 anni e 4 mesi di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e la confisca patrimoniale.

In questo modo la Suprema Corte, rigettando il ricorso straordinario per errore materiale presentato dalla difesa, aveva ribadito la prima pronuncia degli Ermellini del 10 giugno 2025. Da qui l'esecuzione del provvedimento restrittivo reale da parte delle Fiamme Gialle che segue il sequestro disposto a settembre 2024 dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Dda.

Come si ricorderà, Sestito finì in manette il 15 gennaio 2020 nell'ambito dell'inchiesta “Thomas” della Procura antimafia di Catanzaro.