La Guardia di finanza esegue la confisca di beni da 7 milioni riconducibili al cardiologo Sestito, contiguo alla cosca Grande Aracri di Cutro
CUTRO – I finanzieri del Comando provinciale di Crotone hanno eseguito una confisca di beni, per un valore di oltre 7 milioni, riconducibili all’ex cardiologo del “Gemelli” Alfonso Sestito, il “camice bianco” della cosca Grande Aracri di Cutro. Nei suoi confronti è divenuta definitiva la condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione. Nello scorso aprile, la Corte di Cassazione ha respinto anche il ricorso difensivo straordinario. Il provvedimento prevede anche la confisca. I difensori, gli avvocati Salvatore Staiano e Gregorio Viscomi, avevano rilevato che nella precedente pronuncia del giugno 2025 la Cassazione aveva omesso di trattare alcuni aspetti processuali. Ma la Seconda Sezione della Suprema Corte ha rigettato il ricorso straordinario.
Tra le accuse c’era anche il trattamento di favore riservato dal professionista cutrese – poi sospeso dal Policlinico di Roma – al boss Nicolino Grande Aracri e ai suoi affiliati. La dimestichezza tra il cardiologo e la famiglia di ’ndrangheta emerge dall’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa, contestatagli nel processo scaturito dall’inchiesta che nel gennaio 2020 portò all’operazione “Thomas”. Alcune risultanze di quell’indagine, tra le tante coordinate dal procuratore di Crotone, Domenico Guarascio, quando era in forza alla Dda di Catanzaro, determinarono peraltro lo scioglimento per mafia del Comune di Cutro.







