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Doveva essere il luogo delle vacanze e della serenità, o almeno questo era l’intento con cui una coppia di Catanzaro aveva acquistato, ad un’asta giudiziaria, una villetta al mare all’interno di un villaggio turistico nella frazione di Montauro scalo.

Un sogno che invece, per una famiglia di Catanzaro, si è trasformato in un incubo fatto di minacce, incursioni, danneggiamenti e paura. Una spirale persecutoria che ha portato la Procura della Repubblica di Catanzaro a chiedere e ottenere nelle scorse ore nei confronti di tre persone, tutte appartenenti allo stesso nucleo familiare: il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati nel Comune di Montauro, con applicazione del braccialetto elettronico. Misure che, se non osservate, porteranno all’arresto immediato degli indagati.

Al centro della vicenda ci sono gli ex proprietari dell’immobile: un uomo di 75 anni, la moglie di 68 anni, e la figlia di 43 anni. Secondo l’accusa, non avrebbero mai accettato di perdere la villetta finita all’asta e assegnata ai nuovi acquirenti dal Tribunale di Catanzaro e da quel momento sarebbe iniziata una vera e propria campagna di intimidazione. Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Soverato e dalla stazione competente, hanno ricostruito mesi di tensioni e soprusi. Fin dall’immissione in possesso dell’immobile da parte della coppia, gli indagati avrebbero manifestato una totale insofferenza nei confronti del decreto di trasferimento emesso dal giudice, dando vita a una serie di incursioni e comportamenti ritenuti persecutori. Il primo episodio risalirebbe alla scorsa primavera quando uno degli indagati si sarebbe introdotto nel giardino della villetta piantando reti metalliche per ostacolare l’accesso alla proprietà. Ma era soltanto l’inizio.