Quando le cose funzionano c’è anche chi sente il bisogno di ringraziare coloro che le fanno funzionare. E’ quello che hanno fatto gli avvocati che si occupano di diritto dell’immigrazione nei confronti dirigenti della questura di Fermo per il funzionamento dell’Ufficio immigrazione dove il rapporto tra il personale preposto e i professionisti è all’insegna della massima correttezza e del rispetto dei ruoli. E’ un esempio di buona amministrazione – spiega l’avvocato Consuelo Feroci, che si fa portavoce dei suoi colleghi - all’interno del quale gli avvocati possono accedere agli uffici attraverso un sistema di appuntamenti e assistere i propri assistiti mediante procura speciale. Un’organizzazione che consente di evitare assembramenti, lunghe attese, tensioni tra gli utenti e disagi per il personale, garantendo al tempo stesso il corretto esercizio del diritto di difesa". Gli avvocati sottolineano come alla questura di Fermo abbiano trovato non solo professionalità e competenza, ma anche tanta umanità, sensibilità e comprensione verso chi ha voglia di rispettare le regole, ma si trova lontano da casa e in una posizione di inferiorità. Tutto l’opposto rispetto a quello che si registra, secondo gli avvocati nella questura di Macerata. "Io e i miei colleghi – aggiunge l’avvocato Feroci – vogliamo sottolineare l’impossibilità per i difensori di assistere i richiedenti protezione internazionale durante alcune fasi considerate particolarmente delicate della procedura, tra cui le attività di identificazione, fotosegnalamento e compilazione della documentazione preliminare alla domanda di asilo. Il tutto ulteriormente complicato da problemi di lingua e assenza di traduttori di fiducia". Insomma la richiesta degli avvocati non è quella di ottenere trattamenti privilegiati, ma di adottare anche a Macerata modelli organizzativi di successo già sperimentati in altri territori come Fermo.