FIRENZEI Bianchi scenderanno in campo domenica contro gli Azzurri, un accoppiamento che si ripropone dopo tre anni. Da allora la squadra di Santo Spirito attraversa una lunga serie sfortunata: non raggiunge la finale dal 2019, quando fu sconfitta dai Rossi. Proprio contro i Rossi, però, i Bianchi conquistarono nel 2017 la loro ultima Chianina. E per il presidente Marino Vieri, dopo la fase di rodaggio dello scorso anno, il 2026 può essere quello giusto: "L’anno scorso abbiamo intrapreso una nuova strada con un allenatore nuovo, Dimitri Rocchi, e con tanti giovani. Quest’anno idem: abbiamo buone probabilità di avere dei ragazzi che esordiranno e ovviamente vorremmo cercare di vincere la partita, ci darebbe tanto entusiasmo". Se poi la serie sfortunata continuerà, l’obiettivo principale è comunque a lungo termine: "Creare un gruppo e un ciclo vincente. Quindi se non dovesse succedere quest’anno, non cambia niente. Il nostro percorso è ben chiaro e delineato".

Perciò si è investito su un allenatore dal curriculum notevole: "Rocchi ha contribuito a far diventare i Rossi la squadra che è oggi. L’anno scorso si è legato a noi con appunto un progetto a lungo termine: ripartire da una rosa giovane e alla quale vogliamo insegnare il gioco; speriamo possa darci presto grosse soddisfazioni". Bene il vivaio, ma l’esperienza conta: "Il calcio storico è un gioco che ha bisogno di calcianti esperti, quindi per fortuna abbiamo in organico atleti come Rodrigo Nanà, un riferimento importante, Fabio Selvaggio e Nicola Matarrese; e poi tanti giovani che ora però hanno qualche anno sulle spalle e che quindi sicuramente daranno equilibrio alla squadra". Cuore del vivaio, l’Accademia dei Bianchi in piazza del Carmine: "Un ambito sociale e atletico per il quartiere che ci sta dando grande soddisfazione con i ragazzi preparati dai maestri Pippo Ardito nel pugilato e Dino Paladini nella kickboxing. Diversi di questi hanno mosso i primi passi all’Accademia e poi sono riusciti a calcare l’arena di Santa Croce con i Bianchi".