Le mura dell’ex hotel Astor continuano a crollare. La Procura aspetta gli ultimi atti dei carabinieri prima di prendere una decisione sul destino del fascicolo. Ma della piccola Kata, tre anni esatti dopo la sua scomparsa, non ci sono tracce. "Non ho perso la speranza, continuerò a lottare, credo che la verità si saprà, prima o poi", dice Katherine, la mamma della bimba peruviana sparita a Firenze il 10 giugno del 2023.
La Procura, oggi, non si sbottona. Ma la sua inchiesta, complici le scadenze di legge, si avvia verso l’archiviazione della posizione dei due indagati, i due zii che quel sabato avevano in custodia la piccola mentre la mamma era di turno al supermercato in cui lavorava. Eventuali nuovi spunti investigativi consentono la riapertura delle indagine in ogni momento. E un input potrebbe arrivare proprio dall’attività avviata dalla criminologa Stefania Sartorini e dal legale di Katherine, l’avvocato Giovanni Conticelli. La Procura ha dato l’ok alla concessione delle immagini di 97 telecamere, ’congelate’ qualche ora prima e qualche ora dopo la scomparsa della bambina. Le ultime speranze sono affidate proprio a quei filmati. Alla speranza, cioè, che un dettaglio possa suggerire percorsi mai battuti finora. O che qualcuno parli, come ripete mamma Katherine, affidandosi anche a Dio, "che faccia un miracolo".








