Firenze, 9 giugno 2026 – Ci sono 97 telecamere dentro cerchi concentrici virtuali che si allargano intorno all’ex hotel Astor. E ora, la speranza di pescare un indizio, anche solo un’ombra o un rumore, dentro quelle immagini acquisite a suo tempo dai carabinieri, è la fiammella che tiene accesa la flebile speranza di ritrovare la piccola di origini peruviane Kataleya Mia Alvarez Chicclo, per tutti Kata.

Tre anni dalla scomparsa di Kata

Sono passati tre anni esatti e oggi Kata di anni ne avrebbe più di otto: formalmente, c’è un’inchiesta ancora aperta in cui sono indagati i due zii - quello materno, Abel Argenis Vasquez, e quello paterno, Marlon Chicclo - ma anche scadenze imposte dalla legge Cartabia che incombono e che avvicinano un’inevitabile archiviazione. Anche se ogni nuovo elemento può essere fonte di nuova attività d’investigazione, la verità su Kata è sempre più lontana. E anche misteriosa. La madre Katherine Alvarez di fronte all’ex hotel

“Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione sulla richiesta di archiviazione”, afferma l’avvocato Giovanni Conticelli, legale di Katherine Alvarez, la mamma della bimba scomparsa. Quanto all’acquisizione dei filmati, “abbiamo chiesto questo accesso alle telecamere per dare il nostro contributo. L’accesso agli atti serve per verificare quello che è stato fatto ma anche quello che è stato detto dai testimoni”.