Domani alle 21 torna al Teatro Eden "La Milanesiana", tema della XXVII edizione: "Il Desiderio e la Legge". Elisabetta Sgarbi, ideatrice e direttrice dell’evento, è anche membro della Pontificia Accademia delle Arti e delle Scienze su nomina di Papa Francesco.
E’ membro della Pontificia Accademia delle Arti e delle Scienze su nomina del Pontefice Francesco I. Cosa significa per una donna laica ricoprire questo ruolo?
“Sono editore de La nave di Teseo, e sono consapevole che si devono guadagnare soldi, che è la nostra è un’azienda in un ambito molto difficile e competitivo, e che lo scopo è il lucro. Ma sono altresì consapevole che un libro è anche qualcosa di più, è una porta verso una dimensione diversa, non dico verso il sacro, ma almeno una porta sull’immaginazione, sulla crescita di chi lo legge (che sono cose altrettanto sacre). Ecco, essere consapevole che l’arte non si esaurisce nello scopo di lucro è una responsabilità che sento molto. E, d’altra parte, la Chiesa mi sembra una delle poche voci che ancora si leva contro la riduzione di tutto alla logica del profitto”.
La sua Milanesiana è alla XXVII Edizione, è come una figlia, che significato ha e come vive questa esperienza?
“Pensando sempre che sia la prima edizione. Mettendomi in gioco. Cercando di costruire il miglior programma possibile, anche inseguendo i desideri più difficili da realizzare. Si lavora con un anno di anticipo, puntando sempre molto alto. Quest’anno, ad esempio, abbiamo portato un grandissimo regista sudcoreano, un mito, Park Chan l-Wook. E un padre del fumetto contemporaneo come Art Spiegelmann, inventore di Maus. Solo per fare due nomi”.







