HomeRiminiCronacaIl villaggio del ferro. Scudo della Regione . Mutonia resta dov’èMutonia non è più destinata alle ruspe. La Giunta regionale ha approvato la delibera che riconosce "prevalenti interessi pubblici" per...Mutonia non è più destinata alle ruspe. La Giunta regionale ha approvato la delibera che riconosce "prevalenti interessi pubblici" per...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMutonia non è più destinata alle ruspe. La Giunta regionale ha approvato la delibera che riconosce "prevalenti interessi pubblici" per l’insediamento artistico sulle rive del Marecchia, a Santarcangelo. È la svolta dopo la sentenza del Consiglio di Stato che, nel gennaio 2025, aveva dichiarato abusive le strutture del campo e disposto l’abbattimento. "Fin dal primo momento – affermano il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni – abbiamo detto che avremmo trovato una soluzione, e oggi quella soluzione c’è". Il punto non riguarda soltanto le opere: "Mutonia è un pezzo vivo della storia culturale dell’Emilia-Romagna, che non si può estrapolare dal contesto in cui è nata, perché la sua stessa esistenza dipende da quel contesto".

La storia comincia nel 1990, quando la Mutoid Waste Company, fondata a Londra da Joe Rush e Robin Cooke, arriva a Santarcangelo su invito del Festival internazionale dei Teatri. Da allora tre generazioni di artisti hanno trasformato rottami e materiali di scarto in sculture, macchine, laboratori e abitazioni. Ne è nato un parco a cielo aperto, dove creazione e vita quotidiana si fondono con il paesaggio fluviale. Le case e gli spazi di lavoro erano finiti al centro della contesa giudiziaria avviata dal ricorso di un privato. Dopo la sentenza, il Comune aveva ripristinato l’ordinanza di demolizione e la Regione aveva chiesto una Conferenza di servizi. Dieci enti e sedici uffici hanno escluso contrasti rilevanti sotto i profili urbanistico, paesaggistico, ambientale e idrogeologico, individuando invece motivi culturali ostativi alla demolizione coattiva. Il 19 maggio il Consiglio comunale di Santarcangelo aveva dichiarato il prevalente interesse pubblico culturale del sito, con il voto della maggioranza e le critiche delle opposizioni. Ora la delibera regionale rafforza quel percorso.