Pezzo dopo pezzo, si compone il mosaico del Piano casa. E si delineano i vari progetti che costellano il programma per l’abitare messo a punto dal governo Meloni. Un miliardo di euro andrà al service housing, gli alloggi a disposizione di un esercito di lavoratori che oggi vivono una vera e propria crisi della mobilità a causa dei prezzi troppo alti degli affitti nelle città più attrattive dal punto di vista occupazionale. Saranno impiegati così i fondi in arrivo dall’ultima rimodulazione del Pnrr (si veda «Il Sole 24 Ore» del 4 giugno scorso): originariamente destinati alla Rosco, la società pubblica chiamata ad acquistare e poi noleggiare i treni, saranno invece utilizzati, stando alle intenzioni del ministero delle Infrastrutture, per uno dei pilastri più strategici del Piano casa, quello dedicato ai lavoratori fuori sede.

In attesa della conversione

I dettagli sono in corso di definizione e confluiranno in un emendamento da inserire nella legge di conversione nel decreto 66/2026, in discussione in commissione Ambiente alla Camera: ieri si è svolta l’illustrazione delle proposte di modifica. Le votazioni dovrebbero partire la prossima settimana, anche se i relatori (Dario Iaia, Fdi, Erica Mazzetti, Fi, ed Elisa Montemagni, Lega) sono in attesa dei pareri del Governo. Per questa settimana, dunque, i motori sono spenti. La prossima però bisognerà correre per centrare l’obiettivo della conversione entro l’8 luglio.