Nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale Paolo Calcinaro e l’atteso bando "multileva" con 9 milioni a sostegno delle famiglie, gli aumenti delle rette nelle residenze protette del territorio jesino e non solo sono ormai una realtà. Dal prossimo mese si registreranno rincari fino a 5 euro al giorno. Martedì i sindacati Cgil, Cusl e Uil di Jesi, insieme alle rispettive sigle dei pensionati hanno incontrato l’Asp 9 per fare luce sulla situazione, confermando le preoccupazioni già sollevate dal comitato dei sindaci dell’ambito locale. "Dall’incontro – spiegano le sigle - è emerso che diverse strutture nell’ultimo anno hanno già ritoccato le tariffe o si apprestano a farlo formalmente. La causa principale indicata dai gestori è il mancato pagamento degli incrementi della quota di competenza della Regione Marche, previsti dalla delibera Dgrm 1403/2025. La carenza di fondi regionali si sta ribaltando direttamente sugli utenti e sulle loro famiglie. I rincari saranno solo parzialmente mitigati dall’avvio dei voucher da 250 euro previsti dall’accordo ’multileva’, un contributo che coprirà però solo una parte degli utenti (con Isee medio bassi, ndr) e che deve essere attivato con urgenza". I sindacati ricordano che "l’accordo ‘multileva’ prevedeva il blocco delle tariffe per un anno, motivo per cui i comportamenti difformi andrebbero recuperati". Per fare massima chiarezza e proporre interventi di sostegno mirati, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di conoscere tutte le tariffe e gli aumenti delle rette per "un’indagine conoscitiva direttamente con gli enti gestori".
Residenze protette, via agli aumenti. I sindacati incalzano la Regione
"I rincari sono imputabili alla carenza di fondi erogati che poi vengono scaricati sulle famiglie".






