«Il risiko bancario non sia mera speculazione», ha auspicato il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il cardinale Matteo Zuppi, martedì durante la sua prima visita a Palazzo Mezzanotte, sede della borsa italiana, per parlare di un modo diverso di fare finanza, più «etico e sostenibile».

Certamente il risiko bancario sta dando grandi soddisfazioni anche al portafoglio investimenti della Cei, che a Piazza Affari investe i suoi proventi, dalle donazioni ai lasciti testamentari fino all"8 per mille, anche nei titoli bancari che grazie all"ondata di acquisizioni (tentate o riuscite o in corso) hanno contribuito a far schizzare oltre quota 51.000 il FtseMib.

E Banco Bpm è uno dei protagonisti: la scorsa domenica ha proposto al Monte dei Paschi una fusione alla pari, poche ore prima che Intesa Sanpaolo lanciasse un"offerta di acquisto e scambio sull"istituto senese.Le vicende bancarie interessano direttamente il cardinale Zuppi perché la Cei dal 2021 ha in portafoglio 212.522 azioni di Piazza Meda, per di più apportate in un patto di consultazione sul capitale del Banco sottoscritto con le Diocesi di Brescia, Bergamo, Verona, Modena e Reggio Emilia.

Non è un caso: sono territori nei quali il gruppo guidato da Giuseppe Castagna è particolarmente forte grazie alla fusione del 2017 fra l"ex popolare di Milano e quella di Verona-Novara, più a trazione cattolica.Il patto dei vescovi è stato depositato il 19 marzo del 2021 nel registro delle imprese di Milano, Monza, Brianza e Lodi. È certamente molto meno consistente di quello esistente dal 2020 fra le casse previdenziali, Enpam in testa, e le fondazioni bancarie sul 5,93% di Piazza Meda, tanto da non avere obblighi di comunicazione in Consob perché sotto la soglia rilevante del 3%; ma assomma in totale 539.905 azioni, equivalenti allo 0,036% del capitale.