Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSono finiti i soldi per il rimborso delle spese veterinarie per i cani poliziotti non più idonei al servizio. insomma, in pensione.

Altro che”Fido” e “bau bau”, stiamo parlando di quegli animali addestrati a fiutare sostanze stupefacenti, specializzati nella ricerca di armi, polveri e ordigni, ma anche utilizzati per controllare stadi, grandi eventi oppure impiegati per ritrovare persone disperse tra le macerie o sotto la neve. Insomma, eroi a quattro zampe dei quali i poliziotti continuano a prendersi cura anche dopo il termine del servizio attivo: assieme hanno condiviso anni e anni di pattuglia e appostamenti.

Che cosa prevede la legge sui cani riformati

Una pratica ormai consolidata, permessa dal d.lgs. n. 172 del 27/12/2019 secondo il quale “a decorrere dal 1° gennaio 2020, il personale delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare conduttore di cani riformati in quanto non più idonei al servizio può ottenerne, in via prioritaria, la cessione a titolo gratuito”. Il decreto legislativo prevede anche che “nei confronti di ciascun cane continua a essere assicurata l'assistenza veterinaria, entro il limite di spesa annuale di 1.200 euro”. Fino a quest’anno, perché, la Direzione centrale per la Polizia stradale, ferroviaria e per i reparti speciali della Polizia di Stato ha comunicato che in pratica non ci sono più soldi a bilancio. Tecnicmanete e burocraticamente è stata comunicata “l’assenza di stanziamenti di bilancio sul capitolo inerente la programmazione delle spese per il mantenimento dei cani relative all’esercizio finanziario 2025”.