Perché manca la prossimità con i cittadini? È la domanda che aleggiava il 28 maggio nella Biblioteca Vallicelliana di Roma, nel seicentesco Salone Borromini allestito con le opere di Giancarlino Benedetti Corcos ispirate alle parole dell’architetto che gli ha dato il nome. Una cornice barocca e solenne per un’assemblea volutamente orizzontale: la tappa finale di Citidem, progetto europeo di democrazia partecipativa promosso da Natura Comune e Citizens Take Over Europe con il sostegno dell’Unione Europea.

DUE ANNI DI LAVORO, SETTE PAESI — Belgio, Grecia, Germania, Francia, Slovenia, Austria, Paesi Bassi — e una doppia tappa italiana a Bologna e Roma. Un percorso chiuso nella Capitale con un’assemblea civica aperta, rumorosa nel senso migliore del termine: piena di voci, proposte e idee.

PRIMA DI DELIBERARE, ASCOLTARE. Prima dell’apertura dei tavoli, quattro voci autorevoli hanno inquadrato le questioni in campo. Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del Diritto a Roma Tre, ha offerto la cornice teorica. Lawrence Hart, già direttore dell’Ufficio Coordinamento Mediterraneo dell’OIM, ha portato la prospettiva delle migrazioni. Anna Berti Suman e Alessandra Valentinelli hanno messo a fuoco il rapporto tra territorio, ecosistemi urbani e vulnerabilità climatica. A coordinare i lavori Michele Fiorillo, filosofo politico e cofondatore di Citizens Take Over Europe.