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Una volta rivelato l'ospite, il finale era agilmente intuibile. Roberto Vannacci e Lilli Gruber hanno offerto un contraddittorio tra giornalista e politico d'altri tempi durante la puntata di Otto e Mezzo andata in onda giovedì 10 giugno su La7. Una quarantina di minuti di tensione che si tagliava con il coltello nello studio in cui era presente anche la giornalista del Sole 24 Ore, Lina Palmerini. Tanti i temi politici trattati, dal “tradimento” del Generale alla Lega di Salvini, passando per l'alternativa proposta dal nuovo partito Futuro Nazionale, che avrà la sua assemblea costituente il 13-14 giugno, rispetto alla maggioranza di destra guidata da Giorgia Meloni, fino all'immigrazione clandestina. Ed è qui che i decibel della discussione tra Gruber e Vannacci sono notevolmente saliti, fino ad arrivare allo scontro verbale.

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L'ospite ha esordito sostenendo che l'attuale governo di centrodestra, su questo come su altri punti del suo programma, non ha portato a compimento quanto promesso. Conseguenza sarà, secondo il suo punto di vista, che nel futuro ci ritroveremo a vivere con “l'ottanta percento degli immigrati che saranno clandestini, che non hanno titoli per rimanere nel Paese”. La conduttrice non può esimersi dal chiedere allora perché mai la Meloni si è dovuta arrendere, tradendo così le promesse date al suo elettorato? Per Vannacci la risposta risiede nella frammentazione all'interno della coalizione guidata dalla premier, in particolare il fatto che Forza Italia, al momento di decidere in Europa “quando c'è da votare per esempio nel condizionare l'elargizione dei fondi europei di sviluppo ai paesi origine della migrazione, all'applicazione e implementazione degli accordi di rimpatrio, vota contro”. Sarebbe dunque questa una delle ragioni che hanno scaturito il distaccamento di Vannacci dalla formazione di governo per tentare l'avventura solitaria.