La dichiarazione si inserisce in un contesto geopolitico già fragile: il nord di Cipro è controllato da una repubblica autoproclamata, riconosciuta dalla comunità internazionale come territorio occupato ma considerata legittima dal solo governo turco, che la sostiene sin dall'intervento militare del 1974.L'accordo franco-cipriota aggiunge quindi un nuovo capitolo alle tensioni che da anni caratterizzano il Mediterraneo orientale, teatro di dispute su risorse energetiche, confini marittimi e influenze geopolitiche tra Turchia, Grecia, Cipro e le principali potenze europee.