Catherine e Nathan, i genitori dell’ormai nota “famiglia nel bosco”, tornano a parlare. Ora che è stata depositata la perizia finale, si attende l’esito conclusivo. Si auspica il ritorno a casa dei bambini e i due genitori hanno fatto molto per permetterlo. Si dicono “sempre concentrati”. I giudici si danno tempo un mese, intanto Nathan ha aperto la partita Iva ed è stato presentato un programma didattico e di socializzazione per quando i figli torneranno a casa. La famiglia nel bosco resterà in Italia.

Come stanno?

Resteranno in Italia?

La decisione dopo l'allontanamento dei figli

Come stanno?Dentro La Notizia è andata a trovare Catherine e Nathan. Alla domanda su come sta andando ora, rispondono che restano concentrati. “Il nostro obiettivo sono sempre i bambini, è sempre stato così e così sarà sempre”.Catherine spiega che qualsiasi cosa abbiano fatto, è stata sempre per i loro figli e “continueremo a lottare per loro”. La conferma di un cambio di atteggiamento arriva dal sindaco di Palmoli, che ha raccontato come stiano facendo di tutto per il rientro dei figli a casa.ANSAIn particolare viene citato Nathan, che ha acquistato un appezzamento di terreno per raggiungere l’unità minima aziendale prevista e ha presentato poi un progetto di ampliamento della propria abitazione. Ha anche aperto la partita Iva e regolarizzato la propria posizione fiscale.Resteranno in Italia?Nathan risponde alla giornalista che hanno intenzione di rimanere in Italia. “Amiamo l’Italia, è un Paese fantastico e le persone sono incredibili”, aggiunge. Catherine spiega che quello che cercavano mentre viaggiavano per il mondo era “un posto dove la gente sente che la famiglia è importante”.Una delle ragioni per le quali hanno scelto l’Italia è stata anche la possibilità di fare istruzione parentale. “Ci sono molti genitori qui che lo scelgono ed è un diritto e una legge costituzionale”.