«Adesso devono scappare nelle tende dei familiari. Si fa buio ed è pericoloso che restiamo qui tutti riuniti sotto la tenda. Speriamo di vedervi in circostanze migliori sotto la bandiera della libertà». Parole che raccontano la quotidianità di bambini, ragazzi e adulti che a Gaza, nonostante la tregua formale in vigore, continuano a essere oggetto di attacchi e violenze da parte dell’esercito israeliano. Le pronuncia Fadi Sultan, uno degli allenatori dell’Al Haddaf, la squadra di Gaza gemellata con lo Spartak San Gennaro, che a Napoli promuove sport e aggregazione per i bambini dei quartieri popolari del centro della città. Sultan e i suoi piccoli atleti la sera del 9 giugno erano in videocollegamento da Gaza con lo Scugnizzo Liberato, realtà autogestita partenopea, dove si sono riuniti i calciatori dello Spartak San Gennaro, i loro genitori, l’allenatore dei pulcini della squadra Alessandro Ventura e diverse altre persone.

L’occasione è stata la presentazione del libro dedicato proprio alla storia del gemellaggio tra le due squadre, Il sogno di Mohammed, scritto dalla giornalista Cristiana Pulcinelli per le edizioni Il Battello a Vapore. Mohammed Al Sultan era l’allenatore dei piccoli calciatori dell’Al Haddaf e fu ucciso in un bombardamento israeliano poco più di un anno fa. Morirono con lui il fratello Bahaa Al Sultan e loro familiari. In videocollegamento da Gaza il 9 giugno, sotto un’altra tenda, c’era pure Wasim Sultan, anch’egli allenatore della squadra palestinese: «Non molleremo finché saremo liberi e arriverà il giorno di una festa di libertà tutti insieme». Si è videocollegato con Napoli da Gaza pure uno zio di Mohammed, Abdel Qader al Sultan: «Stiamo pagando un prezzo molto alto, ma non da due anni. È così da 75 anni. Abbiamo sempre pagato per la nostra libertà, per non abbandonare le nostre terre».