Negli anni Novanta, ricevere una diagnosi per alcune forme di leucemia equivaleva a un’aspettativa di vita limitata a pochi mesi; oggi, le stesse malattie possono essere gestite cronicamente, il che rappresenta una delle vittorie più tangibili della medicina moderna. Altrettanto tangibile, tuttavia, è il costo di questo progresso: un paziente colpito da infarto, ad esempio, necessita oggi di terapie prolungate a base di statine, betabloccanti e anticoagulanti per il resto della propria vita. Il rovescio della medaglia di questi successi terapeutici è emerso chiaramente dai dati presentati dal FoSSC, il Forum che riunisce 75 Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani, nel corso della conferenza L’impatto dei Nuovi Farmaci e dell’Innovazione Terapeutica sulla salute dei cittadini: nel 2025 la spesa farmaceutica totale in Italia ha toccato i 25 miliardi di euro, una cifra che solleva interrogativi cruciali sulla tenuta dell’architettura sanitaria nazionale. Si tratta infatti di un aumento del 15% (circa 3 miliardi) rispetto al 2023 e, cosa ancora più importante, il 28% del totale risulta a carico dei cittadini, sebbene al momento il prezzo dei farmaci in Italia sia ancora inferiore rispetto a numerosi paesi europei.
La spesa farmaceutica sale a 25 miliardi. Il 28% è a carico dei cittadini
Nel 2025 i costi per i farmaci in Italia sono cresciuti del 15% rispetto a due anni prima: “Irrealistico ed impossibile rispettare budget pensati oltre 20 anni…







