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Redazione Salute
Il punto sullo stato di avanzamento del nuovo «Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030» in un convegno al Senato. Il ministro Schillaci: «I bisogni di salute mentale più diffusi vanno intercettati prima che si trasformino in forme più serie di disagio psichico»
Il nuovo Piano di Azioni Nazionale per la salute Mentale 2025-2030 (PANSM 2025-2030), approvato lo scorso dicembre dalla Conferenza Stato-Regioni, ha «obiettivi concreti che rispondono a quelli che sono i bisogni di salute mentale più diffusi, che vanno intercettati prima che si trasformino in forme più serie di disagio psichico». Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto all'incontro con psichiatri e politici, organizzato al Senato, su iniziativa del senatore Ignazio Zullo, per fare il punto sullo stato di avanzamento dell'attuazione del Piano.
Fondi vincolati al raggiungimento di obiettiviPer la prima volta sono previsti specifici fondi per la salute mentale nella legge di Bilancio. In particolare, i commi 344-347 dell’art.1 stabiliscono la destinazione di una quota del fabbisogno sanitario nazionale standard, pari a 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni di euro per il 2027, 90 milioni di euro per il 2028 e 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2029, per la realizzazione degli obiettivi e delle azioni strategiche definiti nel Piano.Ha riferito il ministro Schillaci: «Abbiamo firmato il decreto di riparto delle risorse del Piano da attribuire alle Regioni la scorsa settimana. Il decreto è in questi giorni al vaglio del Mef (ministero dell'Economia e delle Finanze) e in tempi brevi sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni». Questo decreto, ha poi aggiunto il ministro della Salute, «stanzia risorse non a pioggia, ma fondi vincolati al raggiungimento di obiettivi prioritari individuati dal ministero nell'ambito della prevenzione».









