Proiezione del film Pride, promossa dal Comitato Unico di Garanzia e dal Centro Studi di Genere, nell’ambito della rassegna cinematografica d’Ateneo PoliTO Cinema
Ogni anno il mese di giugno invita a riflettere sui diritti delle persone LGBTQIA+, sui progressi raggiunti e sulle sfide ancora aperte per costruire una società fondata sull'uguaglianza, sul rispetto e sulla valorizzazione delle identità. Il Politecnico, in coerenza con i principi sanciti dall’art. 6 del proprio Codice Etico, “Dignità e rispetto degli altri”, rinnova il proprio impegno nella promozione di questi valori, riconoscendoli come elementi centrali nella costruzione di una comunità universitaria sempre più libera e attenta al benessere delle persone. Un impegno che si traduce nel contrasto a ogni forma di discriminazione, esclusione e violenza e nella promozione di uguaglianza e pari opportunità. Ad aprire simbolicamente il mese del Pride è stata l’iniziativa curata dal Comitato Unico di Garanzia e dal Centro Studi di Genere nell’ambito della rassegna cinematografica d’Ateneo PoliTO Cinema. Il 28 maggio, presso l’Aula Magna, è stato proiettato il film Pride (Matthew Warchus, 2014), una commedia drammatica ispirata a una storia vera e ambientata nell’Inghilterra degli anni ’80, che racconta una straordinaria storia di solidarietà e alleanza tra movimenti sociali. La serata è stata introdotta da un dibattito moderato da Daniele Marchisio, professore del Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT e componente del CUG, che ha visto la partecipazione di Antonio Vercellone, docente di Queer Studies presso l’Università degli Studi di Torino; Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Coordinamento Torino Pride; Enrico Maria Verra, rappresentante di AIACE Torino; Greta Temporin, componente del Centro Studi di Genere; e Andrea Stagni, rappresentante del Collettivo Alan Turing. Commentando il significato del film e la sua attualità, Marchisio sottolinea come la storia raccontata in Pride offra ancora oggi importanti spunti di riflessione: "La vicenda narrata in Pride mostra che i diritti non avanzano separatamente: dignità del lavoro, inclusione e giustizia sociale sono parte della stessa sfida democratica. In un Occidente attraversato da crescenti disuguaglianze e tensioni identitarie, il film invita a riscoprire il valore della solidarietà tra comunità diverse”.Attraverso il racconto dell’incontro tra una comunità di minatori in sciopero e un gruppo di attiviste e attivisti LGBTQIA+ che decide di sostenerla, il film offre una riflessione su come pregiudizi e diffidenze possano trasformarsi in conoscenza reciproca, empatia e solidarietà. Un messaggio particolarmente significativo per comprendere il valore dell’intersezionalità nelle lotte per i diritti civili.












