"L'economia italiana affronta le difficoltà del quadro internazionale da una posizione di accresciuta solidità dei conti pubblici. Il mantenimento di una linea di prudenza nella politica di bilancio degli ultimi anni ha rafforzato la capacità di fronteggiare le turbolenze esterne e le recenti pressioni sui mercati sovrani globali". Ma a causa della crisi del Golfo aumentano instabilità e incertezze e l’economia italiana è esposta a “rischi al ribasso”. Il Rapporto 2026 dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb), illustrato dalla presidente Lilia Cavallari, riconosce i passi avanti compiuti dell’Italia per la stabilizzazione della finanza pubblica ma mette in guardia sulle ripercussioni della guerra in Iran che potrebbero inficiare il percorso futuro. "Mantenere un percorso credibile di riduzione del debito pubblico è essenziale per evitare che shock esterni si traducano in repentini deterioramenti del merito di credito e possano generare crisi di ampia portata", ma secondo l’Upb c’è l’incognita legata alle privatizzazioni i cui proventi sono stimati complessivamente allo 0,8% del Pil nel triennio 2026-2028. La crescita economica è confermata dall’Upb allo 0,5% del pil nel 2026 e allo 0,6% nel 2027, la guerra in Medio Oriente ha sottratto tra 3 e 4 decimi di punto rispettivamente nell’anno in corso e per il prossimo. I buoni risultati raggiunti nel 2025 nel mercato del lavoro, con una crescita degli occupati di 180.000 unità (soprattutto donne e lavoratori over50) non attenuano le preoccupazioni sul potere d’acquisto perché i salari in termini reali “rimangono inferiori di oltre l’8% rispetto ai valori medi del 2020”.
Poco margine di manovra. L'Upb fa i conti a Meloni: "Pochi soldi. E non li spenda tutti" (di L. Sala)
Il Rapporto annuale dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio riconosce la solidità fiscale raggiunta dal governo. Ma in vista della manovra gran parte delle risor…






