ROMA – Impatto di 10,1 miliardi di euro sulla produzione nazionale, supporto a 44mila posti di lavoro, effetto moltiplicatore “per 2” su ogni euro di valore aggiunto generato, 24,4 miliardi di euro movimentati con le esportazioni via aerea. Sono i numeri raccolti dal centro di ricerca Green dell’università Bocconi di Milano sulle attività di Dhl Express Italy, FedEx e Ups, riuniti sotto la sigla Aicai.

L’impatto dei corrieri aerei internazionali

Lo studio fotografa il giro d’affari dei soci dell’Associazione italiana dei corrieri aerei internazionali e evidenzia il “forte legame tra l’apertura ai mercati internazionali e lo sviluppo economico del sistema Italia nel periodo 2019-2024”. In questi sei anni, la propensione all'esportazione del Paese è salita trainata soprattutto dal boom delle merci dirette verso mercati extra-UE, che oggi rappresentano il 48% dell'export totale italiano rispetto al 41% del 2019. In questo scenario, i corrieri aerei espressi agiscono come veri e propri "abilitatori" commerciali, gestendo la complessità doganale e logistica in logica door-to-door per oltre 120mila aziende italiane.

Nel 2024, i soci Aicai hanno movimentato ben 24,4 miliardi di euro di esportazioni via aerea, una cifra che rappresenta il 27,8% di tutto l’export italiano trasportato nei cieli. Si tratta principalmente di merci ad altissimo valore aggiunto e fondamentali per l'economia di scala nazionale, come la meccanica di precisione, i prodotti tessili e della moda, l'alimentare di qualità e i comparti farmaceutico e medicale. "In un contesto internazionale segnato da continue incertezze e trasformazioni geopolitiche, la flessibilità dei nostri network globali rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale per le imprese italiane, in particolare per le PM, che costituiscono oltre il 90% delle nostre imprese", le parole di Alessandro Lega, Presidente di Aicai.