Antonio Decaro ha un problema: la provincia di Lecce. Nella Regione che è ormai una roccaforte rossa (o, forse più propriamente, rosa) il Salento esprime figure di primo piano: il vicepresidente della giunta, tre assessori, il capogruppo del PD. Eppure giù nel tacco il centrosinistra sembra in stato confusionale. Ha perso tutti i quattro comuni più importanti di questa tornata elettorale. Gallipoli fa storia a sé: qui il centrodestra ha dimostrato grande intelligenza politica prima ripristinando l’unità della coalizione, cioè recuperando la Lega che fino a due mesi prima governava con il dem Stefano Minerva, e poi ha trovato un candidato che pescava a sinistra come Flavio Fasano; l’elettorato gallipolino, poco ideologico e molto pragmatico, ha gradito e Gallipoli ha cambiato colore: da rossa (o rosa, se preferite) a blu. Più significativi sono i risultati di Casarano, Tricase, Maglie. Comuni in mano al centrodestra che però si ripresentava ammaccato e diviso, rendendo le tre battaglie assolutamente contendibili. Il centrosinistra non ha saputo cogliere l’occasione, rispondendo con fratture uguali e contrarie: il caso di Casarano è paradigmatico ma Tricase non è stata da meno. E mentre nel resto della Puglia, da Mesagne a Andria, da Molfetta a San Vito dei Normanni, da Trani a Lucera la coalizione che fa capo a Decaro ha stravinto, nel Salento ha straperso.