Al Museo Guggenheim la maison Dom Pérignon ha festeggiato l'annata 2025 e presentato i suoi nuovi champagne Vintage. Testimonial d'eccezione, Tilda Swinton
“Silenzio del paesaggio”. “Energia”. “Vibrazione”. “Purezza”. Soprattutto, “Armonia”. Non sono parole in libertà quelle che accompagnano il processo creativo di un grande vino, quando smette di essere solo vino per diventare racconto, memoria, paesaggio, filosofia. Forse è questo il significato più profondo della sesta edizione dei Pré-Assemblages di Dom Pérignon, nei giorni scorsi tra il Museo Guggenheim e la Carreras Mugica Gallery di Bilbao, dove la maison ha scelto di svelare l’annata 2025 attraverso un concetto semplice e rivoluzionario insieme: quello di “Luogo”.
Bilbao, l’importanza del luogo
Il terroir, certo, ma anche il punto in cui spazio e tempo si incontrano per generare qualcosa di irripetibile. Un tema che abbraccia il vigneto, l’arte, la gastronomia. E che trova la perfetta incarnazione in una delle collaborazioni artistiche più significative degli ultimi anni: quella con Tilda Swinton, protagonista a Bilbao della performance House of Gesture.
Oltre che “celebrity maxima” al party evento che ha trasformato il museo capolavoro di Frank Gehry in un ristorante a tre stelle, con contorno di altre stelle: Solange Knowles e Alexa Chung, Benedetta Porcaroli e Milena Smit, François Arnaud e Olivier Saillard…







