Il paradiso dei pescatori si è trasformato in un inferno di morte. Tanto che le autorità, con un annuncio che suona apocalittico, hanno dovuto non solo chiudere il lago, ma confermare anche come per la prima volta siano morti praticamente tutti i pesci che lo popolavano. Una moria vicina "al 100%”. Il lago di San Carlos in Arizona, con oltre 250 chilometri di costa, è un bacino acquatico artificiale creato con la costruzione della diga di Coolidge sul fiume Gila nel 1930.
Inizialmente l’uso dell’acqua era principalmente legato all’agricoltura ma nel tempo si è trasformato in un luogo famosissimo per la pesca: qui ogni anno migliaia di pescatori raggiungono le sue sponde per le vacanze e per frequentare i complessi ricreativi, tutti legati alla pesca, intorno all’area. Di recente però si sono verificate condizioni, simili a quelle già sperimentate in passato, che a causa di un mix di fattori tra cui la siccità, l’uso di fertilizzanti, la carenza di ossigeno e la sovrappopolazione di varie specie ittiche, nonché il proliferare di alghe, ha portato a una moria drammatica di trote, pesci persico e pesci gatto. Il Dipartimento per le attività ricreative e la fauna selvatica di San Carlos è dunque stato costretto a chiudere il lago “a tempo indeterminato”.









