SAN VITO - La sua risata era inconfondibile, così come la sua forza d'animo. Luigina Bertolo ha lottato con grinta fino all'ultimo contro un tumore, ma domenica si è dovuta arrendere. Aveva 57 anni. Gli ultimi 22 li aveva dedicati al figlio Gabriele, a cui ha lasciato tanti "doni", dagli insegnamenti ai sorrisi, fino al messaggio finale dell'epigrafe: «Non fiori, eventuali offerte saranno devolute a lui». La notizia lascia scossa non solo la comunità di Gleris, di cui Luigina faceva parte, ma tutto il sanvitese: la donna era conosciuta anche nei paesi vicini.
La 57enne, con il suo approccio positivo rappresentava «un esempio forte di lotta, ottimismo, speranza: il suo motto era non disperare, non abbattersi mai». La ricorda così Maria Sasso, esponente dell'associazione Polaris - Amici del Libro Parlato, guida museale e professoressa che tra i suoi allievi delle medie aveva avuto anche Gabriele. Luigina era un punto di riferimento.
«Era una mamma straordinaria - ricorda Maria -, accogliente, propositiva e collaborativa. Ci confrontavamo su progetti didattici e inclusivi, era sempre piena di idee». Sapeva come coinvolgere il figlio in tutte le attività, superando le difficoltà motorie del giovane, e anche i suoi amici, tra gite, viaggi, sport e ricette da sperimentare. Tanto che Gabriele, con il supporto della sua mamma si è distinto in alcune gare di nuoto pinnato con il Pinna Sub di San Vito. «Era un piacere vedere assieme Luigina, il marito Claudio e Gabriele - sottolinea Maria -, legati da un amore vivo e sincero». La sanvitese era anche «molto schietta - aggiunge l'insegnante -, esprimeva i suoi pensieri in maniera diretta, ma senza mai ferire nessuno».








