Firmato un documento tra 18 governi per promuovere le sperimentazioni transfrontaliere. L'appello di Federtrasporto: «Servono regole chiare in Italia e in Ue»

L’Europa prova a recuperare il terreno perso nella corsa globale alla guida autonoma. Diciotto governi dell’Ue, tra cui l’Italia, hanno firmato una dichiarazione d’intenti per promuovere la sperimentazione transfrontaliera su larga scala dei veicoli senza conducente. L’obiettivo è creare un quadro comune che favorisca test e future applicazioni commerciali nel trasporto pubblico, nella logistica e nel trasporto merci.

La rincorsa dell’Europa sulle auto a guida autonoma

L’accordo arriva a pochi mesi dal lancio di un’altra iniziativa. Un segnale del fatto che a Bruxelles sembra esserci la volontà di premere l’acceleratore sul tema, sperando di colmare il gap di innovazione che ancora separa il Vecchio Continente da Stati Uniti e Cina. Lo scorso autunno, sessanta sindaci italiani – compresi alcuni di grandi città come Milano, Torino e Genova – hanno aderito alla rete europea per la sperimentazione della guida assistita, ossia di quella modalità che necessita comunque della costante attenzione del conducente.

A quell’iniziativa si aggiunge ora l’intesa siglata a margine dell’ultimo Consiglio Ue dei ministri dei Trasporti e che vede tra i firmatari, oltre all’Italia, anche Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia e Svezia. L’iniziativa ha soprattutto un obiettivo: coordinare una serie di princìpi comuni per le autorizzazioni e le procedure di approvazione, così da creare un mercato più uniforme e competitivo.