La Polizia di Stato ha concluso un bilancio dell'attività di contrasto all'illegalità, proponendo misure di prevenzione contro tifosi responsabili di violenze e discriminazioni. Particolare attenzione è stata riservata a due episodi di matrice razzista.
Al termine della stagione sportiva 2025/2026, la Polizia di Stato di Reggio Calabria ha tracciato un bilancio dell’attività di controllo condotta per contrastare i fenomeni di illegalità all’interno degli stadi e degli impianti sportivi provinciali. La Digos reggina, attraverso un costante lavoro di monitoraggio, ha avanzato la proposta di 17 misure di prevenzione personale nei confronti di altrettanti tifosi. I soggetti coinvolti si sono resi protagonisti di comportamenti illeciti nel corso di manifestazioni legate non solo al mondo del calcio, ma anche ad altre discipline come la pallacanestro e il calcio a 5. Tali condotte, oltre a violare le norme vigenti, si sono poste in assoluto contrasto con i principi di civile convivenza, rispetto reciproco e lealtà sportiva.
Dal lancio di fumogeni agli atti discriminatori
La maggior parte dei provvedimenti proposti ha riguardato tifosi responsabili dell’accensione o del lancio di fumogeni e petardi durante o in occasione di eventi sportivi, episodi che mettono concretamente a rischio la sicurezza e l’incolumità pubblica. Di particolare rilievo è stata inoltre l’azione repressiva intrapresa in due distinti casi di matrice razzista, caratterizzati da insulti e comportamenti discriminatori rivolti ad atleti stranieri. Queste condotte avrebbero potuto alimentare fenomeni di intolleranza e discriminazione incompatibili con i valori autentici dello sport, del fair play e con i principi di una società democratica.











