HomeBresciaCronacaLa Regione salva il servizio di guardia medica a Pisogne grazie a un “assegno” di mezzo milione di euroBrescia, scongiurata la chiusura del presidio sanitario nel paese della Valcamonica: il progetto prevedeva di accorpare i servizi nelle case di comunità di Darfo Boario ed EdoloIl presidio sanitario di Pisogne garantisce un servizio che si estende anche alla vicina provincia di BergamoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBrescia, 10 giugno 2026 – Mezzo milione di euro per mettere in sicurezza ed estendere il servizio di guardia medica in Valcamonica, scongiurando i tagli e potenziando la risposta sanitaria sia per i residenti sia per i flussi turistici. È il risultato dello stanziamento di Regione Lombardia a favore dell'Asst Valcamonica. Le risorse permetteranno di attivare, già dal mese di giugno, un modello organizzativo integrato con la centrale unica 116117. Il piano, all’atto pratico, salva i presìdi a rischio e ridefinisce l'offerta territoriale per l'intero anno e per i picchi stagionali.

Un punto di riferimento strategico

"Questo stanziamento di 500mila euro – spiega il consigliere regionale lombardi Fdi Diego Invernici – è un atto concreto per difendere la sanità di prossimità. Inizialmente le linee guida prevedevano la chiusura della guardia medica di Pisogne, mantenendo attivo il servizio solo nelle Case di Comunità di Darfo Boario Terme ed Edolo. Un'ipotesi che avrebbe penalizzato fortemente il territorio. Con questo intervento abbiamo garantito la continuità assistenziale a Pisogne, che rappresenta un punto di riferimento strategico: il suo bacino d'utenza serve infatti anche l'Alto Sebino e l'area del presidio ospedaliero di Lovere, nel territorio dell'Asst Bergamo Est, dove non è presente il servizio di guardia medica". Il nuovo modello organizzativo garantisce una presenza sanitaria diffusa lungo tutta la Valle, modulata in base alle esigenze dei residenti e ai flussi turistici stagionali.