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Carlos Passerini, inviato a Città del Messico
Omar Artan dovrà rinunciare al Mondiale, il suo sogno si è infranto a Miami dove è stato dichiarato inammissibile ed è stato rimpatriato. Al rientro all'aeroporto di Mogadiscio è stato accolto come un eroe
«Vi prometto, se Dio vuole, che parteciperò alla prossima edizione». L’arbitro somalo Omar Artan, che si è visto negare il visto per l'ingresso nel territorio statunitense per un caso di omonimia con un leader di un gruppo militare somalo e che quindi dovrà rinunciare al Mondiale, non ci sta. E non si arrende. Al suo arrivo all'aeroporto di Mogadiscio è stato accolto come un eroe da una folla di sostenitori, che sventolavano la bandiera somala.
«Voglio che il mio popolo trovi conforto in questo e mantenga la fiducia» ha aggiunto l’arbitro, che nel 2025 era stato peraltro premiato come miglior direttore di gara africano. Nato nel 1992, è diventato internazionale nel 2018 e ha diretto alcune delle partite più rilevanti del calcio continentale, tra cui incontri della Coppa delle nazioni africane e la finale della CAF Champions League 2024-25. Per questo il designatore Fifa, il nostro Pierluigi Collina, aveva lo aveva scelto per il Mondiale, dove in tutto sono 52 i fischietti.










