Arezzo, 10 giugno 2026 – L’Ires, istituto di ricerche economiche e sociali, ha presentato stamani al gruppo dirigente provinciale della Cgil, i risultati del suo studio sull’economia aretina.
I commenti di Ires e di Cgil. Andrea Cagioni, ricercatore dell’Istituto: “profitti e salari vanno in direzioni opposte: mentre crescono i primi, i secondi restano fermi o arretrano. In Toscana questo squilibrio si intreccia con deindustrializzazione e lavori sempre più fragili, che spingono verso il basso i redditi e le prospettive economiche e sociali”.
Alessandro Tracchi, segretario provinciale della Cgil: “lo studio non può che acuire le nostre preoccupazioni. Non si registra alcuna crescita sostanziale ma, anzi, un peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Quando si parla di aumento dell’occupazione, bisogna considerare che questo fenomeno è estraneo al manifatturiero e che le tipologie che si stanno affermando sono connesse alla precarietà e ai basis salari.
Arezzo si sta impoverendo e i dati sull’export sono “drogati” dall’impennata del prezzo dell’oro” Il quadro toscano che emerge dallo studio: “nel processo di transizione iniziato nella prima metà degli anni ’90, alla diminuzione di occupati nell’industria e nella manifattura è corrisposta l’espansione di forza-lavoro in comparti, specie nel terziario arretrato, caratterizzati da precarietà, discontinuità contrattuale e una dinamica salariale debole.









