TSMC lascia aperta la porta a futuri aumenti dei prezzi dei semiconduttori più avanzati, indicando nell'inflazione e nella continua crescita della domanda per applicazioni di intelligenza artificiale due fattori che stanno incidendo in misura crescente sui costi operativi. Pur escludendo rincari improvvisi e particolarmente aggressivi, il colosso taiwanese ha riconosciuto che il contesto attuale rende sempre più difficile assorbire internamente l'aumento delle spese necessarie per sostenere l'espansione produttiva.
Nel corso dell'assemblea annuale degli azionisti tenutasi a Hsinchu, il presidente e CEO C.C. Wei ha dichiarato che sarebbe favorevole a incrementare i prezzi, seguendo una tendenza già osservata in altri segmenti dell'industria dei semiconduttori. Anche il CFO Wendell Huang ha confermato che l'inflazione sta aumentando i costi di produzione, sottolineando tuttavia che TSMC non intende applicare rincari multipli e improvvisi. Secondo il dirigente, il valore richiesto ai clienti riflette la leadership tecnologica e l'eccellenza manifatturiera raggiunte dall'azienda.
La posizione di TSMC assume particolare rilevanza considerando il ruolo centrale che ricopre nella filiera globale. L'azienda produce infatti i chip più avanzati progettati da realtà come NVIDIA, AMD e Apple e controlla oltre il 90% della capacità produttiva mondiale nei processi tecnologici più evoluti. Eventuali aumenti dei prezzi dei wafer potrebbero quindi riflettersi sui costi delle infrastrutture AI e, nel medio periodo, contribuire a una crescita dei prezzi di numerosi dispositivi elettronici destinati al mercato consumer.










