«Una telefonata allunga la vita» è stato uno dei tormentoni pubblicitari più celebri della televisione italiana, lanciato dalla Sip nei primi anni '90. In pochi avrebbero pensato, allora, che il telefono sarebbe potuto diventare anche un efficace strumento di vendita. Nel giro di qualche anno però il fenomeno del telemarketing - la vendita di prodotti via telefono - ha cominciato a prendere piede anche in Italia, dopo il boom negli Usa (come al solito precursori nel campo dello sviluppo economico-commerciale). Oggi capita spesso di essere contattati a tutte le ore del giorno, sia dall’Italia che dall’estero, sia da numeri di cellulare che da numeri fissi che agiscono per conto dei loro clienti (compagnie telefoniche o dalle società di gas e luce), non senza corredo di toni quasi terroristici (la guerra, Hormuz, il costo del petrolio, il contratto sbagliato). Nella sola giornata di ieri, con aggiornamento fermo alle 18, ho ricevuto 21 telefonate commerciali: una dalla Scozia, un’altra dalla Francia, due con risponditore automatico e simpaticissima voce registrata e ben 17 che si premuravano di osservare che i miei contratti di fornitura avevano degli errori e sarebbe stato meglio, per loro naturalmente, cambiare gestore. «Ma chi vi ha dato il mio numero?» ho puntualmente chiesto, non ricevendo alcuna risposta, coltivando il dubbio di averlo fornito io stesso con una delle tante autorizzazioni che si concedono aprendo pagine sul web. Mi sono iscritto all’unico rimedio teoricamente possibile, il registro delle opposizioni (https://registrodelleopposizioni.it/cittadino/). Confidando che stavolta sia un clic ad allungare la vita.