«Ci sono stagioni che iniziano in una città e finiscono per cambiare un’intera Regione». Massimo Iannucci, già vicesindaco di Ragusa e oggi esponente di ControCorrente, legge così il nuovo quadro politico siciliano dopo le recenti elezioni amministrative, offrendo una chiave interpretativa che va oltre la dimensione locale.
A suo avviso, ciò che è accaduto ad Agrigento con l’affermazione di Michele Sodano e il percorso politico costruito insieme a Ismaele La Vardera non rappresenta soltanto un esito amministrativo, ma un segnale destinato ad avere ricadute più ampie. «Sarebbe riduttivo leggerlo nella sua dimensione attuale», osserva.
«Quando un capoluogo decide di rompere schemi consolidati e di affidarsi a una proposta politica innovativa, il significato di quel voto supera inevitabilmente i confini cittadini». Iannucci ricorda come la storia politica dell’Isola sia disseminata di passaggi analoghi: cambiamenti nati lontano dai palazzi regionali, germogliati nei territori, nelle comunità, nelle città che hanno scelto di imboccare strade nuove.
«Le trasformazioni più profonde non nascono quasi mai nei centri di potere. Nascono nelle periferie, nei luoghi dove la politica incontra la vita reale».











