Lorenzo Mariani, che da sole poche settimane ha preso le redini di Leonardo succedendo a Roberto Cingolani, si aspetta l’approvazione normativa europea per la joint venture satellitare del player italiano della difesa con Airbus e Thales entro la fine del prossimo anno, aprendo la strada a uno dei progetti di difesa e spazio più ambiziosi d’Europa. Il cosiddetto Progetto Bromo mira a unificare le operazioni spaziali regionali che non sono riuscite a tenere il passo con SpaceX di Elon Musk, il colosso statunitense destinato a quotarsi in Borsa questa settimana con una valutazione di circa 1,8 mila miliardi di dollari. «Bromo è davvero il futuro dello spazio in Europa in termini di business» ha detto Mariani in un’intervista a Bloomberg. Il ceo di Leonardo ha cercato di distinguere il progetto europeo dai paragoni con SpaceX, affermando che Bromo coprirà un’ampia gamma di segmenti spaziali. Il progetto europeo ha generato resistenza da parte di sindacati e fornitori che hanno espresso preoccupazioni in merito a posti di lavoro e concorrenza. Sarà uno dei primi a testare un rinnovato quadro normativo sulle fusioni dell’Unione europea, volto a promuovere la creazione di campioni regionali per competere meglio con i rivali statunitensi e cinesi. Sebbene gli ostacoli politici e antitrust siano ritenuti «complessi», Mariani ha dichiarato di aspettarsi che tutte le autorizzazioni europee per il Progetto Bromo siano in vigore entro la seconda metà del 2027, aggiungendo che i sindacati dei lavoratori stanno comprendendo l’importanza dell’accordo. «Tutti sanno che abbiamo a che fare con un settore che si sta evolvendo molto rapidamente - ha aggiunto -. Quindi dobbiamo fare qualcosa, e questo qualcosa è sicuramente unire le forze, in modo intelligente».