Era gennaio 1986 quando la casa di sant’Agata Bolognese, al Salone di Bruxelles, svelò al mondo la LM002. Un progetto che all’epoca sembrava addirittura folle

Quarant’anni fa nasceva il primo super Suv della storia. Era il gennaio del 1986 quando Lamborghini, al Salone di Bruxelles, svelò al mondo la LM002. Un progetto che all’epoca sembrava addirittura folle e che soltanto molti anni dopo avrebbe rivelato tutta la sua portata innovativa. A Sant’Agata Bolognese decisero infatti di costruire l’auto che non esisteva: un gigantesco fuoristrada capace di viaggiare nel deserto e su strada con il carattere di una supercar."Rambo Lambo"Certo erano anni diversi. Anni in cui i manager non passavano il tempo a studiare algoritmi e ricerche di mercato, ma lasciavano agli ingegneri la libertà di osare. E alla Lamborghini osarono eccome. Perché la LM002 non nacque per inseguire una tendenza. Arrivò in tempi insospettabili, quando nessuno avrebbe potuto immaginare che i Suv sarebbero diventati il segmento più redditizio dell'industria automobilistica. Eppure, gettò le basi di una categoria destinata a cambiare il mercato.Enorme, spigolosa e muscolosa, a guardarla oggi fa ancora effetto e all’epoca sembrava uscita da un fumetto di fantascienza militare. Non a caso gli americani la soprannominarono "Rambo Lambo", sintetizzando in due parole la sua personalità brutale e spettacolare.I prototipi militariLa storia della LM002 inizia però molto prima del debutto ufficiale. Affonda le radici nella seconda metà degli anni Settanta, quando Lamborghini sperimentò una serie di prototipi destinati inizialmente anche a possibili applicazioni militari. Prima arrivò la Cheetah del 1977, poi la LM001 e successivamente altri studi come la LM003 diesel e la LM004 con motore derivato dalla nautica offshore. Tentativi, alcuni dei quali sbagliati, e prove tecniche fino alla svolta dell'ingegner Giulio Alfieri che comprese come sulla rivoluzionaria auto del Toro il motore dovesse essere spostato anteriormente per garantirle equilibrio e maneggevolezza in ogni situazione di guida.Motore V12 della CountachDa quell'intuizione nacque la LM002 definitiva. Sotto il cofano montava lo stesso V12 da 5,2 litri della Countach Quattrovalvole capace di erogare circa 450 Cv. Una potenza impressionante ancora oggi per un fuoristrada e decisamente inconcepibile nel 1986. Grazie a quel motore superava i 200 km/h e raggiungeva i 210 km/h di velocità massima.Ma i numeri da brivido erano soltanto una parte della storia. Il bello della LM002 era infatti la capacità di affrontare qualsiasi fondo stradale. I lunghi collaudi nelle sabbie dell'Arabia Saudita contribuirono a svilupparne il carattere e portarono alla nascita di uno dei suoi elementi più iconici: gli pneumatici Pirelli Scorpion BK realizzati appositamente per lei. Erano dotati delle celebri alette laterali soprannominate "orecchie" che miglioravano il galleggiamento sulla sabbia e la stabilità sulle dune. Una soluzione che all’epoca non aveva eguali nel panorama dei fuoristrada.Solo 301 esemplariEppure, dietro quell'aspetto da mezzo d'assalto, si nascondeva un'anima sorprendentemente raffinata. Gli interni erano rivestiti in pelle, impreziositi da inserti in radica e dotati di ogni comfort disponibile all'epoca. Aria condizionata, impianto hi-fi ad alta fedeltà e persino un televisore tra gli optional. La LM002 era insomma una Lamborghini a tutti gli effetti, soltanto molto più alta da terra.Tra il 1986 e il 1992 ne furono costruite appena 301. Un numero ridottissimo che oggi ne alimenta il mito, la rarità e il fascino tra i collezionisti, disposti a sborsare cifre da capogiro per aggiudicarsene una. Non mancarono neppure allestimenti su misura per i facoltosi clienti del Medio Oriente, con configurazioni dedicate persino al trasporto dei falconi, mentre uno solo fu realizzato con guida a destra e oggi è custodito nel Museo Lamborghini.A quarant'anni dal debutto, la LM002 appare dunque ancora per quello che è sempre stata: un azzardo geniale. Un'auto che arrivò con largo anticipo sui tempi e che finì per tracciare una strada destinata a portare, oltre trent'anni più tardi, alla nascita della Urus.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp