La lunga transizione da Manifest V2 a Manifest V3 entra nella fase conclusiva e rischia di cambiare definitivamente il modo in cui milioni di utenti utilizzano gli ad blocker su Chrome e sugli altri browser basati su Chromium.
Dopo anni di rinvii ed eccezioni temporanee, Google sta eliminando gli ultimi meccanismi che permettevano di mantenere attiva la versione completa di uBlock Origin. La decisione coinvolge anche Microsoft Edge, Opera e gran parte dei browser che condividono il motore Chromium. Le radici di questa vicenda risalgono al 2018, quando Google annunciò Manifest V3 come nuova architettura per le estensioni del browser.
Addio ai bypass: Chrome 151 segna la svolta
Per diverso tempo gli utenti avevano potuto continuare a usare uBlock Origin nella sua versione tradizionale grazie a flag sperimentali, parametri di avvio del browser e modifiche al registro di sistema di Windows.
Questi accorgimenti consentivano di riattivare il supporto alle estensioni Manifest V2 anche dopo l’inizio della dismissione ufficiale. Le discussioni tecniche all’interno del progetto Chromium indicano però che tali bypass stanno per sparire definitivamente: Google ha avviato la rimozione del codice che riabilitava le vecchie API, e Chrome 151 rappresenta uno dei passaggi chiave di questa fase finale, con la scomparsa dei flag che forzavano il supporto legacy.









