Nel campo per sfollati di Bor, in Sud Sudan, le inondazioni non sono un evento eccezionale, ma una realtà quotidiana con cui convivere.
L’acqua ristagna ovunque, rendendo il terreno instabile e malsano.
Nyaguen vive qui dal 2013 insieme ai suoi sette figli, dopo essere stata costretta a lasciare la sua casa.
Per lungo tempo, il loro rifugio ha garantito solo una protezione parziale, lasciandoli esposti alla pioggia, all’umidità e al freddo delle notti.
La vita nel campo è segnata dalla precarietà: si dorme su superfici bagnate, il cibo è scarso e le condizioni igieniche possono favorire la diffusione di malattie.










