Taiwan non deve essere trasformata in una merce di scambio nei negoziati tra Washington e Pechino. È il messaggio che Cheng Li-wun, leader del Kuomintang (KMT), il principale partito di opposizione taiwanese, ha voluto lanciare agli Stati Uniti e alla Cina in un momento di forte tensione nello Stretto di Taiwan e poche settimane dopo il vertice tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping.

In un’intervista rilasciata durante una visita negli Stati Uniti, Cheng ha reagito alle recenti dichiarazioni di Trump, che durante il suo viaggio a Pechino aveva definito le vendite di armi americane a Taipei un «utile strumento negoziale» nei rapporti con la Cina.

«Taiwan non può mai diventare, né essere ridotta a una pedina da scambiare al tavolo delle trattative tra grandi potenze», ha affermato Cheng, che guida il KMT dallo scorso novembre ed è considerata una possibile candidata alle elezioni presidenziali del 2028.

La leader dell’opposizione sta trascorrendo due settimane negli Stati Uniti per rafforzare i rapporti con l’amministrazione americana e con il Congresso, in un momento in cui il KMT continua a suscitare perplessità a Washington per la sua linea più favorevole al dialogo con Pechino rispetto a quella del presidente taiwanese Lai Ching-te e del Partito Democratico Progressista (DPP), oggi al governo.