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Luca Natile

E intanto Di Vittorio ricorre al Riesame: «Senza volerlo eravamo coinvolti in un omicidio perché ci trovavamo nello stesso posto dove è stato commesso senza sapere nulla. Sono innocente»

Mercoledì 10 Giugno 2026, 08:36

Il giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Bari ha respinto la richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo della discoteca Divine Club di Bisceglie, presentata da Roberto Maggialetti, proprietario della struttura. I sigilli sono stati apposti il a seguito dell’omicidio di Filippo Scavo, uomo del clan Strisciuglio consumato all’interno del locale, nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorsi. Da quella data il Divine non ha più riaperto con «gravissimi pregiudizi economici, imprenditoriali e reputazionali» per il locale, tra i più grandi della Puglia. «Il perdurare dell’indisponibilità dell’immobile - ha spiegato Maggialetti nella sua richiesta di dissequestro presentata attraverso l’avvocato Graziana Valente (studio Tmdp Lex ) - sta generando gravissime difficoltà finanziarie». Il gip «ritenuto che permangono le esigenze di sequestro - si legge nel provvedimento di rigetto - dal momento che non sono stati ultimati gli accertamenti tecnico-balistici funzionali alla ricostruzione della traiettoria dei proiettili, a documentare la presenza di ulteriori tracce ematiche e a localizzare con esattezza i bossoli dei proiettili esplosi» ha respinto l’istanza di revoca del sequestro, lasciando il Divine club chiuso.