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La borgata è rimasta in silenzio. «Non si è visto nessuno, assolutamente nessuno», dice Patrizia, la moglie di Santo Girgenti, titolare della pizzeria-ristorante Ulisse di piazza Rossi, a Tommaso Natale dopo il tentativo di dare fuoco all’ingresso del locale. Il secondo avvertimento arrivato in poco più di un mese ha lasciato anche questa amarezza: non solo i danni e la paura ma anche il fatto che attorno a loro quasi nessuno si sia mosso. Santo è nato e cresciuto nel quartiere e con la sua famiglia porta avanti un’attività costruita in vent’anni di lavoro e sacrifici. Per questo fa ancora più male non avere sentito attorno un segno di solidarietà.Dopo la prima intimidazione alcuni clienti avevano scelto di mangiare all’Ulisse per sostenere i proprietari. La Cgil aveva organizzato una cena, l’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli aveva portato il sostegno del Comune, così come il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici. Anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, aveva incontrato il ristoratore ma il nuovo episodio ha riportato tutto al punto di partenza.
L’allarme è scattato quasi subito. «Grazie a Dio mia figlia abita sopra la pizzeria e ci siamo accorti subito del principio di incendio - racconta Girgenti -. È stata una cosa molto veloce, non abbiamo avuto neanche il tempo di capire ma c’erano le bombole di gas e il metano, poteva finire molto peggio».L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.














