Una cena al ristorante-pizzeria Ulisse, a Tommaso Natale, per non lasciare soli titolari e lavoratori dopo le intimidazioni. La Filcams Cgil Palermo, assieme alla Fillea Cgil e alla Cgil, ha voluto così portare solidarietà a uno dei locali finiti sotto tiro del racket e lanciare un appello alla città: sostenere gli esercenti che hanno subito minacce, andando a pranzo o a cena da loro.L’iniziativa arriva alla vigilia della manifestazione antimafia del 23 maggio. «Il 23 maggio parliamo di legalità e legalità è anche questo: è fondamentale creare le condizioni per combattere il sommerso e far emergere tutte le irregolarità nelle attività lavorative», dice Giuseppe Aiello, segretario generale della Filcams Cgil Palermo.Il sindacato chiede di alzare il livello di attenzione e rafforzare la rete antiracket. «Il problema non è solo di Sferracavallo, Isola o Tommaso Natale: l’anno scorso è successo durante la movida a Monreale e nel centro di Palermo. L’attenzione deve essere in tutta la città».Per Aiello le estorsioni servono ai clan non solo per autofinanziarsi, ma anche per mantenere il controllo del territorio, soffocare l’economia legale e riciclare denaro sporco. Il racket, aggiunge, spesso non si limita al pagamento del pizzo, ma impone agli esercenti forniture e servizi legati ai clan o ad aziende compiacenti. «Come Filcams monitoriamo costantemente la situazione e combattiamo il fenomeno tutelando i lavoratori e promuovendo la legalità e costituendoci parte civile nei processi, denunciando come il racket impoverisce le aziende e mette a rischio i posti di lavoro».Il timore è che, dopo le denunce, arrivi anche l’isolamento. «I commercianti oggetto di intimidazioni ci raccontano che spesso le persone hanno paura di schierarsi con chi ha denunciato la criminalità, per via di una percezione di insicurezza e paura, lasciandosi così condizionare nella scelta di frequentare o meno un esercizio commerciale o un luogo», prosegue Aiello.Da qui l’appello ai cittadini. «Esortiamo la cittadinanza, quella buona, a non avere paura e sostenere gli esercenti, per contrastare questa spirale di violenza. Altrimenti dopo le denunce i ristoranti senza clienti non hanno la forza di rimettersi in piedi e di lavorare». Per la Filcams, gli imprenditori «sani» colpiti dalle intimidazioni non vanno lasciati soli proprio nel momento più difficile.Nei giorni scorsi Cgil e Filcams hanno partecipato anche all’osservatorio antimafia convocato in Prefettura. In quella sede hanno chiesto più controlli sul territorio, maggiore attenzione alle fragilità sociali e un sostegno più forte all’associazionismo e alla rete antiracket.
Intimidazioni a Tommaso Natale, l’appello della Filcams: «Andate nei locali sotto tiro»
Una cena al ristorante-pizzeria Ulisse, a Tommaso Natale, per non lasciare soli titolari e lavoratori dopo le intimidazioni. La Filcams Cgil Palermo, assieme alla...












