di
Massimo Sideri
A causa dell'omicidio Moro l'Italia perse negli anni Settanta la possibilità di far parte della prima ondata di astronauti nel periodo post-Apollo. Oggi siamo a bordo, anche se le ragioni delle missioni Artemis sono molto diverse da quelle di allora: scienza ma anche economia
Questo articolo è uscito sulla newsletter di scienza e innovazione tecnologica One More Thing di Massimo Sideri. Per iscriversi cliccare qui.
«Sangue, sudore e lacrime». Dal palco texano della Nasa Randy Bresnik, il comandante della missione Artemis III che si terrà nel 2027 per preparare il vero ritorno dell'umanità sulla Luna, ha citato Winston Churchill con molta autoironia (speriamo di dimenticare il sangue e versare poche lacrime). Churchill usò questa espressione - passata poi alla storia - nel 1940 quando prese la guida di una Gran Bretagna che grazie a lui divenne l'ultimo baluardo contro il nazismo nella lunga attesa degli americani (possiamo dire che, contro il nazismo, gli americani misero la maggior parte dei soldi e la tecnologia, i sovietici il conto più drammatico di soldati morti e gli inglesi un fattore altrettanto fondamentale: il tempo, contro le aspirazioni di una guerra lampo di Hitler). In verità pochi sanno che, come ricordato dal «Corriere» nel Dopoguerra, la citazione sarebbe da attribuire a Garibaldi (Churchill era un fine storico che ci ha lasciato oltre 6 milioni di parole scritte, più di Shakespeare e Dickens messi insieme, e 5 milioni di parole pronunciate in discorsi pubblici, dunque non possiamo escludere che ne fosse a conoscenza). Comunque citando indirettamente Garibaldi, Bresnik, involontariamente, ha creato un naturale legame con quella che è la notizia nella notizia: il pilota della missione (molto tecnica) sarà Luca Parmitano, colonnello dell'Aeronautica, pilota collaudatore, astronauta Esa e primo comandante italiano della Stazione Spaziale internazionale. Pochi hanno l'esperienza di Parmitano sulle Eva (33 ore e 9 minuti in totale), le uscite extraveicolari (popolarmente note come passeggiate spaziali).










