Lo scorso 2 aprile, sul proprio sito la Fifa ha ufficializzato la partnership con ADI Predictstreet per il Mondiale 2026. La collaborazione, si legge nella nota, “segna una nuova frontiera nel coinvolgimento dei tifosi. L’innovativa piattaforma di ADI Predictstreet debutterà a livello globale per la Coppa del Mondo FIFA 2026, coinvolgendo i tifosi attraverso esperienze interattive di previsione. Saranno implementate diverse misure di sicurezza per garantire trasparenza, equità e tutela dei partecipanti”. Due settimane dopo, ADI Predicstreet è stata integrata nella piattaforma di DAZN. I prediction markets, o mercati predittivi, a cui la menzionata società appartiene, sono piattaforme dove gli utenti acquistano e vendono “contratti” basati su esiti futuri di eventi, in questo caso sportivi, con il prezzo di ogni singolo contratto che riflette la probabilità percepita dal mercato circa l’esito atteso. Di fatto, sono un ibrido tra strumenti finanziari derivati e semplici piattaforme di betting/gambling, ancora di difficile inquadramento giuridico. ADI Predictstreet, ad esempio, presenta un bel po’ di magagne, che andremo a elencare per sommi capi.
Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento












