Sulla sua agenda, la settimana prima che Umberto venisse ucciso, la mamma aveva scritto "Sono preoccupata per lui, lo vedo poco sereno". E in una telefonata, un po’ di tempo prima, lui le disse che voleva assolutamente tornare in Sardegna. Aveva iniziato a essere impaziente, voleva rientrare a casa.

La vita di Umberto Erriu, 24 anni, carabiniere, si è fermata la sera del 20 aprile 1988, in un agguato dei fratelli Savi, mentre era in servizio con il collega Cataldo Stasi, 22 anni: i due furono investiti da un impressionante volume di fuoco. Umberto, marciatore esperto con la passione per la chitarra, amante degli animali e della vita, a casa sua a Oristano non c’è più tornato. Maddalena era solo una adolescente quando il fratello è stato ammazzato dalla banda della Uno Bianca.

Maddalena, quando lo vide per l’ultima volta?

"Quando venne a Oristano per la Pasqua. Io avevo 16 anni e quella volta mi portò con sé a Pasquetta, con i suoi amici. Mi pare che andammo sul Monte Arci. Suonava la chitarra e cantava, quel giorno. Poi ripartì per Bologna attorno al 10 di aprile".

Sua mamma diceva che non era sereno quel periodo.