"Ex Ilva e Sanac. Si gioca con la pelle di oltre 16mila lavoratori. Stop a bandi di gara inutili. Si proceda con la gestione diretta dello Stato". Lo dichiara l’Usb. "Si tratta di due vertenze, attorno alle quali ballano tanti lavoratori, più di 16mila su tutto il territorio nazionale. Il riferimento è chiaramente all’intera platea della forza lavoro dell’ex Ilva (diretti, Ilva e Adi in As e appalto, che è da anni in grande sofferenza) e della Sanac. Unica strada percorribile è quella della gestione pubblica diretta di ex Ilva e Sanac, per garantire un’ occupazione stabile e sicura per i lavoratori che stanno soffrendo perché alle prese con migliaia di ore di cassa integrazione. Riteniamo del tutto inopportune le gare in atto che rischiano di peggiorare ulteriormente una condizione già al momento disastrosa. Il Governo deve dunque convocare al più presto un incontro, nel quale è indispensabile che si assuma la piena responsabilità, invertendo la rotta per quel che concerne una politica industriale che sia finalmente degna di questo nome".

Elia Buffa (nella foto) di Usb e Andrea Bordigoni Rsu Usb in Sanac aggiungono: "Per Sanac lo diciamo da anni: l’unica soluzione dignitosa e sicura per quanto ci riguarda é rientrare nella partita dell’acciaio nazionale. Sganciare le Sanac, anche qualora riuscisse l’operazione di tenere tutti gli stabilimenti nello stesso acquisto sarebbe un operazione poco lungimirante, il rischio é che si ripeta quanto abbiamo già conosciuto negli anni nelle varie vertenze Fiat. Disgregare il settore nazionale strategico dell’ acciaio e farlo morire piano piano, stabilimento per stabilimento. Monitoriamo la situazione, a livello provinciale e nazionale".