HomeFirenzeCronacaSplende il Torso di Livorno. In mostra a Palazzo Strozzi: "Un restauro affascinante"La sua origine resta ancora avvolta nel mistero, datata fra il 480 e 470 a.C.. Dal 25 settembre sarà esposto all’interno di ’Broken. Il potere del frammento’.Daniele F. Maras con Simonetta Brandolini d’Adda e, alle spalle, il torso livorneseRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Olga Mugnaini

La sua origine rimane ancora avvolta nel mistero, lontana millenni. Forse è un originale greco, forse una copia romana. Non si è certi neppure se sia stato rinvenuto davvero al largo della costa labronica, da cui prende il nome. Ma con l’ultimo restauro appena concluso, il celebre ’Torso di Livorno’ ha comunque svelato nuovi particolari sulla sua storia e sulla sua bellezza. La straordinaria scultura in bronzo, datata 480-470 a.C. e appartenente ai Grandi Bronzi delle Collezioni medicee, è infatti tornata al Museo Archeologico Nazionale, dopo un lungo intervento che l’ha visto protagonista di un articolato progetto di restauro, studio tecnologico e indagine scientifica avanzata, coordinato da specialisti italiani e internazionali.

Dalle analisi dell’intervento si è accertato che il Torso ha avuto davvero una lunga permanenza subacquea: "È stata un’indagine appassionante – afferma Daniele F. Maras, direttore dell’ Archeologico - in cui le competenze di diverse discipline scientifiche e umanistiche si sono intrecciate all’insegna del restauro, per raccontare la lunghissima storia del bronzo antico, dalla sua realizzazione alla permanenza sotto le acque del mare fino all’esposizione nelle collezioni granducali, quindi al museo". L’intervento conservativo, iniziato nel 2024, è stato possibile grazie al sostegno dei Friends of Florence, realizzato dal restauratore Nicola Salvioli e avviato da Mario Iozzo, allora alla guida del museo. Il restauro, particolarmente complesso per la variabilità della superficie e per le criticità conservative dell’opera, è stato affiancato da uno studio analitico della lega metallica e delle tecniche di realizzazione. Annoverato fra i Grandi Bronzi del museo, il Torso faceva parte delle collezioni medicee sin dai tempi di Cosimo I (1537-1574) e figura tra le opere più rappresentative della Galleria già nel celebre dipinto La Tribuna degli Uffizi (1772-1778) di Johann Zoffany.