Una corsia di un’ospedaleRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’arrivo di una nuova dottoressa nel reparto di chirurgia dell’ospedale riaccende i riflettori sul futuro del presidio sanitario e sulle carenze di organico. A intervenire compatti sulla questione sono le sigle associative Sos Volterra, Mamme Alta Valdicecina, Difendiamo l’ospedale e Volterra Infanzia, che in una nota congiunta esprimono benvenuto alla nuova professionista, pur senza nascondere forti preoccupazioni sulla stabilità dei servizi. "Diamo il benvenuto alla nuova dottoressa, che va finalmente a riportare, dopo circa sette anni di carenza, l’organico dei chirurghi a cinque unità. Non vorremmo però che si trattasse di mini contratti, ma che si possa realmente creare un gruppo solido e stabile. Il responsabile, Foscolo Nucci, ha sempre chiesto un organico dignitoso ed è il minimo che possa servire per costruire un gruppo di lavoro che possa fare squadra al meglio" si legge nella nota.
Per le associazioni, questo nuovo arrivo rappresenta un atto dovuto che non deve prestarsi a facili autocelebrazioni, quanto piuttosto diventare l’occasione per affrontare con decisione tutte le altre lacune ancora sul piatto. Tra i nodi più urgenti c’è la situazione del reparto di ortopedia. "Anche fra gli ortopedici serve un rafforzamento dell’organico che garantisca la presenza a Volterra, in modo che possa essere abolita la modalità di attivazione telefonica a distanza da Pontedera, per supplire ai momenti in cui l’ortopedico manca in presenza. Una lussazione di spalla, ad esempio, non si riduce a distanza. Per concludere, quindi, l’occasione dell’arrivo di una nuova unità, dovuta, non deve essere autocelebrativo di non si sa che cosa, ma l’occasione per chiedere di colmare tutte le lacune sul piatto - attaccano le associazioni. Poi, tracciano una mappa di criticità. "Rimangono criticità evidenti nell’usufruire di specialistiche importanti. L’otorino c’è solo il mercoledì, l’oculista due volte a settimana, il pediatra a macchia di leopardo, il dermatologo non c’è proprio".







