Olbia. 10 giugno 2026 alle 00:29

La famiglia della vittima non si ferma e non si ferma il marito Davide Iannelli, la secondo richiesta di archiviazione per il caso di Rosa Bechere non è ultimo atto del giallo della pensionata. Gli avvocati Cristina e Abele Cherchi, legali di marito e parenti della donna scomparsa alla fine del 2022, ieri hanno presentato una istanza per l’acquisizione di tutti gli atti dell’indagine bis della Procura generale. È il primo passo della nuova iniziativa che punta chiaramente ad una imputazione coatta da parte del gip. In sostanza, stando agli atti sin qui depositati dagli avvocati Cristina e Abele Cherchi, ci sarebbero tutti gli elementi per procedere nei confronti di Maria Giovanna Meloni e Giorgio Beccu, gli indagati (omicidio volontario) per i quali è stata chiesta l’archiviazione. È evidente la radicale differenza nelle conclusioni di pm e parti civili.

I legali del marito di Rosa Bechere, Davide Iannelli (all’ergastolo per l’omicidio di Tony Cozzolino) ritengono che sia inscindibile la vicenda della razzia di beni e denaro di Rosa Bechere, da quella della sparizione. Detto altrimenti, non è coerente (secondo la parte civile) un procedimento in corso per il reato di rapina (la Procura di Tempio ha chiesto il rinvio a giudizio di Meloni e Beccu) con una richiesta di archiviazione per l’omicidio. I legali di Davide Iannelli ritengono, infatti, che il movente del delitto sia proprio il piccolo patrimonio della vittima e in particolare un versamento dell’Inps atteso da Rosa Bechere (una somma di circa diecimila euro). Per quanto riguarda gli atti depositati dopo la fine dell’inchiesta bis c’è da dire che rispetto alla prima attività non vi è alcun elemento nuovo. Le difese dei due indagati (gli avvocati Angelo Merlini, Giuseppe Bonomo e Giampaolo Murrighile) hanno sempre escluso qualsiasi coinvolgimento dei loro assistiti, anche nella razzia del denaro.